Quando linnovazione
non corre, significa che è applicata a logiche
vecchie.
Il cammino lento e difficile, anche nel progetto ECM,
dalla formazione a distanza, è la dimostrazione
che essa soffre di un gap, sia oggettivo che percettivo,
che la penalizza.
Noi crediamo di sapere da dove nasce questo gap e come
sia possibile ridurlo.
È un retaggio storico, un corto circuito culturale
che ha troppo spesso visto linnovazione al servizio
di logiche vecchie, incapaci di comprenderne quelle potenzialità
che andavano oltre alla loro consueta modalità
operativa.
Il primo strumento della formazione a distanza è
infatti il testo scritto, il disegno, il libro, la dispensa.
Strumenti peraltro da sempre ottimi per integrare e completare
il rapporto tra docente e discente, proprio adeguando
la formazione ai tempi ed alle capacità di apprendimento
e memorizzazione dellallievo che se li porta appunto
a casa per: formarsi a distanza dal docente.
I primi creatori/produttori di fad sono quindi gli editori,
naturali e capaci partners storici della formazione. Ovvio
che lavvento delle tecnologie multimediali sia stato
da loro interpretato come unopportunità per
migliorare il loro prodotto, il libro, trasformandolo
in prodotto multimediale con laggiunta di contenuti
audio e video.
In realtà spesso il libro che anche noi
amiamo - si è così peggiorato: semplificandone
i contenuti testuali, talvolta eccessivamente, per aggiungervi
orpelli tanto accattivanti quanto frequentemente inutili.
Ne è risultato, talvolta, una specie di lento documentario
tv, più divulgativo che formativo, o, peggio, una
noiosa sequenza di slides, privata del docente. Né
una buona lezione, quindi, né un buon libro.
La nostra idea, viceversa, è di potenziare la
lezione!
La formazione, quella buona, è a nostro avviso
fatta dal docente, dai suoi contenuti e dalle sue modalità
espressive, e dal libro (laltro media) che veicola
i contenuti spiegati affinché il discente se
ne appropri secondo le sue proprie modalità.
Alla totalità ed integrità di questo processo
si devono applicare le nuove tecnologie, non solo ad
una parte di esse, o peggio ad un loro singolo strumento.
E dato che la lezione,
fatta di suoni, gesti, immagini, nasce già multimediale
- a differenza del libro - è quindi ancora la
lezione che il multimediale potrà migliorare
e potenziare, aggiungendovi certamente il libro, ma
anche tutti quei contenuti vivi - attivi e passivi -
che il libro non può contenere.
Così la formazione, tutta, può seguire
il discente per essere a sua disposizione quando egli
stesso è disponibile, tranquillo, più
attento e ricettivo.
Il cuore dellidea
ECMEDIA è quindi il cuore della formazione stessa:
la lezione riproposta sul monitor, a completa
disposizione dellallievo e della sua attenzione
ma con la possibilità di evitare i buchi
derivanti dai cali dattenzione tipici dellevento
reale, che proprio in quanto tale, è privo di
rewind e non consente allallievo in
aula nessuna possibilità di recuperare ciò
che gli è sfuggito.
Insieme alla lezione il libro - sempre in tempi reali,
ovvero quelli dellallievo poi i supporti
video, gli esempi, le simulazioni, altri approfondimenti
testuali, il tutto con la possibilità di scrivere
note, proprio come si fa su un libro e di prendere appunti,
proprio come si fa durante una lezione, ma questa volta
senza paura di perdere nulla dimportante. E in
più i test, per verificare la memorizzazione
e lapprendimento, durante: al termine di ogni
lezione, ed alla fine dellintero corso, come test
di valutazione finale.
Una formazione a distanza
senza semplificazioni quindi, ma con tutti gli approfondimenti
e servizi possibili, rapidamente raggiungibili. In pratica:
lezione vera con docente vero (seppur in video) più
testi, videoteca e biblioteca, simulazioni, test, link
al tutor, ecc. tutto in un solo oggetto: un solo corso,
davvero completo di tutto, davvero capace di fare formazione.
Crediamo sia questa levoluzione che la formazione
ci chiede.
Questa lidea di FAD che la tecnologia ECMEDIA
mette a disposizione dei formatori e delle loro aziende.
|